Yemen, una bomba americana ha ucciso 40 bambini. La situazione nel Paese

La CNN ha confermato l’origine americana della bomba che lo scorso 9 agosto è stata sganciata dalla coalizione guidata dall’Arabia Saudita e che ha ucciso 40 bambini a bordo di uno scuolabus.

L’ordigno – il medesimo utilizzato lo scorso marzo 2016 per il bombardamento di un mercato yemenita che fece ben 96 vittime – era di tipo Mark 82, prodotto dalla società militare Lockheed Martin (una delle principali appaltatrici della Difesa degli Stati Uniti).

Tecnicamente si tratta di tecnologia laser, quella stessa la cui vendita all’Arabia Saudita era stata messa al bando dall’allora presidente Barack Obama in quanto gravemente pericolosa per la salvaguardia dei diritti umani.

Con l’arrivo dell’amministrazione Trump il divieto è stato immediatamente abolito, complice un decreto del segretario di Stato Rex Tillerson nel marzo 2017.


La posizione degli Stati Uniti dopo il raid

Quando il colonnello Turki Al-Maliki – portavoce della coalizione militare araba a guida saudita – definì legittimo il raid nonostante la morte dei 40 innocenti bambini a bordo dello scuolabus la posizione assunta da Washington è stata drammaticamente chiara: la portavoce del Dipartimento di Stato americano, Heather Nauert, ebbe l’ardire di continuare a definire Riyad un partner strategico all’interno della regione” sebbene il governo a stelle e strisce si fosse “degnato” di chiedere ai sauditi di condurre un’indagine completa sull’attacco aereo a Saada. Che sforzo straordinario…

Un impegno davvero apprezzabile da parte della solidale amministrazione Trump  a poche ore da un disastro immane che aveva spezzato le esistenze di 40 innocenti creature. 


Arruolati ex membri di Al-Qaeda

Per molti non sarà propriamente una novità ma la notizia pubblicata tre giorni fa dal quotidiano britannico “The Indipendent” ha comunque fatto il giro del mondo (o quasi): i comandanti degli Emirati Arabi Uniti hanno confermato che le forze guidate da Riad e Abu Dhabi ed operanti in gran parte dello Yemen possono fare affidamento su un certo numero di ex membri del gruppo terroristico di Al-Qaeda.

L’imbarazzo degli Stati Uniti è stato evidente con il fumantino colonnello Rob Manning, portavoce del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, che ha negato tutto ribadendo il solito, vecchio e piuttosto stonato ritornello secondo cui “gli Usa non pagano Al-Qaeda ma fanno da sempre la guerra al terrorismo”.

Tuttavia, un‘indagine da parte della agenzia statunitense Associated Press ha indicato che Riad ed i suoi alleati hanno raggiunto un patto controverso con Al-Qaeda nello Yemen pagando ingenti somme di denaro per abbandonare le città nel territorio yemenita e lasciare che le loro forze passassero il controllo all’Arabia Saudita.

Il dossier dell’Associated Press, infine, sottolinea che il reclutamento degli ex membri di Al-Qaeda è motivato dal fatto che questi ultimi sono soldati “eccezionali” e che la loro presenza sul territorio velocizza di gran lunga le operazioni belliche portate avanti dall’alleanza.
 

 

 

 

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