“La prima notte del giudizio” – La recensione del film

Come ebbe davvero inizio il progetto dei ” Nuovi Padri Fondatori” della Nazione riguardante la notte dello Sfogo nel corso della quale qualsivoglia reato non è punibile ma – al contrario – incoraggiato al fine di “sfogare” la rabbia che ciascun essere umano si porta dentro?

La domanda dei fans della saga de “La notte del giudizio” trova finalmente risposta nel quarto capitolo – nonché prequel – di una saga che, nonostante le perplessità di tanti, sta dimostrando di poter tenere botta con una storia intrigante e mai banale.


Come tutto ebbe inizio…

In questo prequel siamo in una America che assomiglia quasi spaventosamente a quella dei giorni nostri; economia in default, discriminazione razziale, crisi sociale ed esistenziale, criminalità e differenze sociali sono il leit motiv di una società che – pur di andare avanti – ha deciso di affidarsi ad una nuova forza politica (“I Nuovi Padri Fondatori”, appunto) che nulla a che fare con il vecchio e consumato establishment che – sull’onda del politically correct – non ha fatto altro se non portare gli States allo sbando.

Il nuovo governo a stelle e strisce ha altre idee, molte delle quali impopolari ed in rottura evidente con quanto accade nel resto del mondo. Un esempio su tutti? La notte dello “Sfogo”, ovviamente.

Mentre negli altri Paesi (c’è persino un’ Europa ovviamente sdegnata sullo sfondo) la folle idea di una notte di violenza giustificata appare come qualcosa di inverosimile e barbaro, la nuovo forza politica ha deciso di andare avanti e darà il via a questo progetto di natura tanto sociologica quanto politica nel solo distretto di Staten Island (New York) per verificare, al termine della dodici ore, se questa iniziativa possa essere applicata nell’intero Paese negli anni avvenire.

Qui il governo americano decide di spingere col piede sull’acceleratore al punto da motivare i cittadini residenti nella zona più malfamata del distretto (che appare – sociologicamente parlando – diviso in un quartiere nobile ed una serie di case popolari abbandonate al degrado ed alla criminalità) ad accettare di prendere attivamente parte all’esperimento con un incentivo di base di 5000 dollari che possono diventare molti di più in caso di partecipazione “ancora più attiva” alla kermesse annuale (magari attraverso qualche uccisione…).

Il senso del disegno dei Nuovi Padri Fondatori, pian piano, diviene sempre più chiaro: uccidere persone perché lo Stato non riesce a sostenere la propria popolazione.

Per farlo – nel corso della notte – saranno chiamati in causa persino dei mercenari provenienti dall’estero in quanto, fin dalle prime ore, l’esperimento si rivela un gran fallimento (la gente non uccide). 

Questi scagnozzi al servizio del potere, al contrario, non si fanno alcun problema a creare il caos nell’intera città mietendo vittime senza sosta. 


I protagonisti

La popolazione di colore che vive ai margini della società è la vera protagonista di una pellicola riuscita che – al di là del fil rouge degli eventi che si susseguono all’impazzata – mette in evidenza la rottura ormai insanabile tra autorità e terzo stato. Una rottura definitiva divenuta consapevolezza nella mente di chi amministra e che, pur di continuare a farlo con aspettative di potenziale sopravvivenza dello Stato tradizionalmente inteso, deve eliminare chi è di troppo, chi non può essere più sfamato, chi costituisce un danno per la “specie”.

Nya, Isaiah e Dimitri sono i personaggi principali attorno a cui ruota l’intero universo di Staten Island: la prima è fortemente avversa all’idea dello Sfogo, lotta per difendere la dignità dei più deboli ed aiutare – attraverso la legalità ed il coraggio – chi è più in difficoltà. Aveva una relazione sentimentale con Dimitri – che ad un certo punto ha perso il suo lato umano per darsi al controllo del quartiere attraverso attività criminali – ma lo ha lasciato perché per lei una vita criminale non è degna di essere vissuta.

Dimitri, appunto, è l’altra faccia della medaglia, un uomo risoluto che si è preso il controllo della città attraverso le attività criminali che gestisce ed amministra, pur mantenendo un contatto diretto e genuino con la “sua” gente. E’ un despota illuminato, si è costruito una corazza ma il suo cuore batte ancora tanto per Nya quanto per il bene del “suo” quartiere. 

Il coraggio è il tratto distintivo di un uomo che saprà agire da leader in situazioni di ordinaria follia. Un uomo in grado di leggere la situazione che si sta creando prima di tutti, di soffrire la perdita dei suoi compagni di viaggio ma di non demordere quando si tratta di lottare per qualcosa di più grande. 

Infine, c’è Isaiah il fratello minore di Nya. Ragazzo ancora acerbo ma dal cuore d’oro, vive con sofferenza la realtà quotidiana fatta di povertà e vessazioni. Prova a spacciare droga ma non ne è evidentemente in grado al punto da essere ferito da uno dei personaggi secondari più intriganti dell’intera vicenda (un tale di nome Skeletor il cui operato avrà un ruolo chiave nel corso della storia).

E’ questo apparentemente il punto di non ritorno per un giovane che non ne può più e che cerca la sua vendetta proprio nel corso delle dodici ore più pazze dell’anno. Isaiah decide di prendere parte allo Sfogo col solo obiettivo di vendicarsi ed uccidere Skeletor (e pur di farlo mentirà a sua sorella Nya fingendo di essere dalla zia fuori città).

Quel che accadrà è assolutamente da non perdere…


Il giudizio finale

Da appassionato della saga, risulta difficile non esprimere un giudizio positivo su questo prequel che riesce abbastanza evidentemente nell’intento che si proponeva, ovvero, motivare come si sia arrivati ad uno “Sfogo” omicida su base nazionale.

Lo fa, inoltre, mantenendo un equilibrio costante tra dimensione sociologica, politica e fattuale. Un’impresa di non poco conto se si considera che la seconda parte del film segue un ritmo davvero incalzante in cui appare praticamente obbligatorio restare ancorati alle dinamiche di un microcosmo di personaggi che – istante dopo istante – lotta per la sopravvivenza contro l’assalto dei mercenari al soldo dei Nuovi Padri Fondatori.

 


La scheda 

La prima notte del giudizio
Titolo originale The First Purge
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d’America
Anno 2018
Durata 98 min
Genere thrillerazioneorrore
Regia Gerard McMurray
Sceneggiatura James DeMonaco
Produttore Jason BlumMichael BayBrad FullerAndrew ForSebastien LemercierJames DeMonaco
Casa di produzione Platinum DunesBlumhouse Productions
Distribuzione(Italia) Universal Pictures
Fotografia Anastas N. Michos
Musiche Nathan Whitehead
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

 

 

 

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