“Più ieri che mai” – Poesia, Carmine Lione

Muschio pusillanime
s’addensa fin alle porte del cuore frantumato,
seguendo un sentiero piovoso e solitario
inframezzato da battiti d’ali
che invocano i sospiri del mondo
al tempo degli eroi di domani, già vinti
nel racconto di irrequietudini
fragilmente domate nel silenzio
del vuoto arido.
 
Rigenera il bosco
nella rugiada che sa piangere i suoi dolori,
commossa, inesausta, benedetta lei, 
sul verde selvatico che si fa lucente
prima che l’alba accenda smorte atmosfere sul palcoscenico
e l’attesa vana d’un tramonto d’essai
renda il copione degno di sguardi sospesi.
 
Tracce di nuova pioggia
son cancellate dalle promesse del cielo;
l’amore è un frutto lontano estati infinite
mentre sorrisi finti, di me, di te, di noi
riflettono in pozze melmose…
“l’irreparabile giustezza d’esserci”
ancora e ancora e ancora
per noi, per noi soltanto, indegni…bla, bla, bla…

 

Malgrado le confessioni dei venti del Sud
intenti a trascinare, lontano da qui ed ora,
polveri eterne di membra nostre, antiche.

 

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