Notte quarantena – Carmine Lione

Notte quarantena

 

Fragorosi silenzi intorno,
muto s’afferma il dominio del Caso
sugli uomini nascosti sotto le insegne
d’un mondo ingiallito dal tempo tiranno,
come le pagine delle parole non dette
quelle che nulla avrebbero cambiato, forse
che tutto avrebbero significato, certo.

 

Avresti dovuto godere brividi sulla pelle,
presto li agognerai.

 

Abbracci spezzati e baci negati,
s’insidia un cosmo nell’anima algida della te primitiva
che oggi rivorresti su questo sofà amico
a rendere conto di tutte quelle rinunce
alla magia degli incontri, persino i più dolorosi.

 

Avresti dovuto innamorarti della persona sbagliata,
domani lo farai.

 

Vorresti offrirle da bere un Whisky & Soda
spiegandole alla men peggio
che non c’è tempo per dir di no ad Amore
e che per imparare ad amare
non resta che esser pronti a dire sì
al mistero della Vita.

 

Avresti dovuto piangere fino a ridere a crepapelle,
all’alba ci riuscirai.

 

E intanto respiri il fumo dei camini amici
quelli che accarezzano la notte fonda
facendo il solletico alle tenebre
d’un mondo in ferie dall’umanità
che si riscopre magico dichiarando a sé stesso
che forse non tutto è perduto.

 

Avresti dovuto inseguire polvere di stelle,
alla fine della notte lo capirai.

 

Al resto ci pensa un vento di fine autunno
(eppure è un altro tempo!)
che scaccia via la primavera dei pensieri banali
quelli già triti e ritriti
che non aggiungerebbero nulla
al canovaccio d’un opera da tre soldi
che vuol cambiarsi d’abito
e divenire, d’un tratto, magica, in grado di stupire.

 

Avresti dovuto respirare a pieni polmoni il fascino del fallimento,
un minuto e lo annuserai.

 

E intanto è tutto un sonno intorno,
piovono promesse su quel che sarà domani
e, inascoltata, sfocia nell’oblio la purezza di questa notte
che nessuno rivendica al pari di te
innamorata dei sussurri che ti elargisce,
che sanno di ultima spiaggia
e lei, indomita, ti incanta
non attraverso il suo australe
ma complice quel provocato, insensato amplesso
erede degli astri nascosti sì
ma al fianco di chi vive e muore da solo.

 

Avresti dovuto ascoltare la voce del Vuoto,
che è quella di Dio, che è quella di te.
Ora lo sai, ora lo farai.

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