Luna tremante – Carmine Lione da “La fine dell’inverno” (prossima pubblicazione)

Ho visto la luna piangere, da lontano

Tremante, continuava a tener compagnia agli uomini soli

eppure, immersa nel suo dolore,

avrebbe voluto starsene in pace

lontana dal banale fluire dei mortali.

 

Lei, luna immortale, testimone di infinite esistenze

rotte da amori incompiuti (gli unici degni di nota)

avrebbe potuto raccontare storie divenute nel tempo

Tradizione.

Avrebbe potuto consolare gli afflitti, i giusti

(ormai pentiti della strada intrapresa),

i morti ambulanti che fingon d’esser vivi.

 

Avrebbe potuto davvero cambiare le cose, quella luna

un po’ meno tremante ma in tal caso anche meno estasiante.

Avrebbe potuto farlo una volta per tutte,

senza pensarci troppo.

Senza campagne pubblicitarie,

senza comizi pubblici,

senza voti di scambio e trattative con la mafia.

 

Ed invece piangi, luna tremante.

E quel tremolio… più mi avvicino a te, più diviene mio.

Inizio a vibrare con te,

in simbiosi col traffico che attraversa le tue viscere

e quel dolore – ecco – ora sono io.

Forse sto sognando, ma sento che questa volta,

ora come non mai, luna tremante,

sei tu ad aver bisogno di me

ed io ci sarò, ti prometto che ci sarò.

 

Accetta il mio silenzio, fa’ ad esso dono di fede

non macchierò col peso del verbo il tuo sconforto.

Starò lì fermo, immobile, tutta la notte se necessario.

Amare è vegliare su di lei sognante

ed esser sordo al richiamo di Morfeo.

Presterò attenzione ad ogni tuo singolo gemito

dimenticando il tempo della vita,

l’arrivo dell’alba,

la comparsa dell’ingrato Apollo e del suo carro.

 

Mi perderò – una volta e per sempre –

nel puro esserci per te soltanto

e così facendo

nobiliterò il mio triste romanzo

al degno, incondizionato Amore.

 

E sarà per me esperienza nuova,

viatico di altra vita tutta da scoprire.

Annoderò l’anima ingrata di stagioni ormai passate

Ad un lampione amico di Lisbona

e lui saprà indicarmi la strada verso casa.

 

Giunto dinnanzi ad essa,

prenderò fiato e forse avrò persino la forza di entrare.

E semmai riuscirò in tale impresa, luna tremante,

sarà soltanto merito tuo,

perché in te ho trovato casa

e trovar casa, amore mio,

è tutto ciò che Dio ci impone.

 

Carmine Lione

“La fine dell’inverno”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *