Food Blog Episodio 2: Rum e altre delizie, da “The Boiler” impossibile resistere…

La seconda tappa della rubrica dedicata al food blog fa scalo in un locale davvero molto particolare, per certi versi unico nel suo genere; nulla a che fare con ristoranti, pizzerie, agriturismi o cose di questo tipo. Questa vuole essere una sezione dinamica ed al passo non solo con i tempi ma anche e soprattutto con i gusti.

Pietanze sì ma anche beverage, per quanto racchiudere l’essenza del locale di cui sto parlando in un’ottica strettamente dedicata a ciò che si beve pare oggettivamente una forzatura.

Bando alle ciance, l’appuntamento di questa settimana ha come protagonista la rummeria, cockteleria, birroteca steampunk “The Boiler”, situata a Salerno in Via Vinciprova 30.

Una vera e propria istituzione del Salernitano che – nel tempo – ha saputo ritagliarsi una collocazione di primissimo rilievo in virtù della grande qualità che contraddistingue il locale situato accanto all’altrettanto ben noto pub Black Roses.

“The Boiler” è cresciuto alla stragrande riuscendo – oggi come non mai – a proporre un’offerta non destinata unicamente ai cultori del buon rum ma che al contrario si propone di avvicinare anche clienti potenzialmente lontani che – una volta messo piede in un ambiente che sa catturare sin dal primissimo istante – difficilmente riescono a fare a meno di diventare degli autentici fedelissimi.

 


Il locale

Quando si entra da “The Boiler” il primo impatto fa tutta la differenza del mondo: si respira un’atmosfera unica che vorresti continuasse ad accompagnarti ininterrottamente. Temi all’idea di dover abbandonare un posto simile e quella strana sensazione te la senti addosso anche in virtù dell’aria retrò che l’ambiente emana, complici i memorabilia e i rimandi agli speaky-easy.

 

Le parole bastano il giusto per spiegare ciò di cui si sta parlando (le immagini aiuteranno senz’altro maggiormente) ma impossibile non menzionare il gusto con cui i responsabili sono stati in grado di allestire rimandi alla fase storica del proibizionismo nonché alla tradizione d’oltremanica post-industriale, alla cultura british d’alto rango che, qui come non mai, fa il paio con riferimenti elegantemente velati a Sherlock Holmes oltreché all’indimenticabile Phileas Fogg de “Il giro del mondo in ottanta giorni” di Jules Verne.

 

Ecco, a tal proposito, il sentore generale che contraddistingue i primi istanti nel locale sito in Via Vinciprova è proprio quello che dovevano percepire sulla loro pelle i privilegiati membri del Reform Club, istituzione esclusivista situata a sud di Pall Mall e riservata ai tempi ai soli componenti maschili di elevata estrazione sociale. 

“The Boiler” mette addosso questa sensazione con l’aggiunta di essere aperto a tutti e di poter soddisfare le esigenze di ciascuno. Senza dimenticare il fascino della musica in sottofondo, accuratamente selezionata ed in linea con l’ambiente in cui ci si trova. Insomma, provare per credere…


L’offerta del locale

Restare insoddisfatti per quanto concerne l’offerta di “The Boiler” è davvero impresa titanica: il menù contempla la possibilità di deliziarsi davvero con qualunque prodotto si preferisca: ampissima la scelta di rum (con informazioni dettagliate a menù in merito a ciascun drink e, per ogni evenienza, personale preparato e cordiale), precisa e quanto mai al passo con i tempi anche la selezione di whisky, cocktail, birre e distillati

Il servizio appare quanto mai puntuale e di buon livello e ciò che fa la differenza è il modo in cui esso viene espletato: nella fattispecie, poco dopo aver ordinato, ci è stato portato al tavolo in accompagnamento al rum una selezione di prelibatezze che confermano le prime impressioni su un locale all’interno del quale la cura dei particolari e l’interesse per il cliente hanno un peso specifico decisivo.

Cioccolato fondente, arancia, cannella, pera al cioccolato…e persino degli inattesi e strabilianti sigari toscani che potrebbero chiudere in anticipo questa recensione per manifesta incapacità dello scrivente a proseguire. Chapeau.

Come già detto (ma è opportuno ribadirlo) per chi non amasse il rum, nessun problema: da “The Boiler” si trova davvero di tutto e la grandezza di questo locale è data dall’aver raggiunto un livello eccellente in ogni settore che l’offerta contempla. 

Un consiglio? Provate le birre artigianali e qualche cocktail speciale: non rimarrete delusi.


Il costo

Anche ma non solo per fuggire accuse di eccessivo trasporto nei confronti del locale di questa settimana, una piccola nota a margine sui prezzi, che sono senz’altro importanti soprattutto in un periodo complesso quale quello che ci troviamo a vivere e che – notizia di appena 24 ore fa rimbalzata proprio su questo portale – vede nella Gran Bretagna che tanto si respira al centro di Salerno la chiusura di tanti pub e locali storici. 

“The Boiler” non può assolutamente essere definito inaccessibile per quanto concerne i costi, sia chiaro ma – proprio in virtù della grande qualità dei prodotti che offre – non è neppure assimilabile ad un post-serata al risparmio.

Se avete questa pretesa, probabilmente, questo locale non fa per voi. Se, al contrario, non volete rinunciare alla qualità pur investendo qualcosina in più, allora avete probabilmente avete trovato un posto in cui amerete rifugiarvi sempre e comunque.


La pagella finale


Ecco i voti finali suddivisi, come sempre, per categorie:

“THE BOILER” – SALERNO

LOCATION: 9

MENU’ : 9

SERVIZIO: 8

COSTO: 7

AMBIENTE: 9

TOTALE: 42

TOTALE IN STELLE: 4.2 / 5

 

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