Eminem a Milano (parte 2) : molto più di un semplice concerto

Non ho alcuna intenzione di scrivere un report relativo all’evento di sabato 7 luglio.

Quanto accaduto al Parco Experience di Milano Fiera è qualcosa che farei piuttosto fatica a rendicontarvi perché mi coinvolge troppo emotivamente. Insomma, almeno al momento non ci riesco. Vi rimando alla miriade di racconti – molti di pregevole fattura – che circolano sul web.

Quello che posso e voglio assicurare a tutti è che il 7 luglio 2018 per i veri fans italiani del “Dio del Rap” resterà una data indimenticabile.

Lui c’era ed io pure. Era lì dinnanzi a me, Marshall Mathers in persona, in un paio di occasioni (durante Like toy soldiersMy name is) ci siamo incrociati con lo sguardo (non provate a farmi cambiare idea a riguardo perché non ci riuscireste) e qualcosa di simile per il sottoscritto è semplicemente irrealizzabile.

Sono stati 100 minuti che avrei voluto, come tutti i presenti, potessero essere 1000 10.000, 100.000.

La presenza di Skylar Grey ha reso la serata ancor più particolare e l’artista originaria del Wisconsin ha tenuto il palco alla stragrande emozionando (e tanto) con Walk on water e Love the way you lie.

In alcuni pezzi Eminem c’era più che in altri ma la serata in questione è stata tanto, troppo più di un semplice concerto.

Al termine dello show, e precisamente una volta rientrato in hotel, in tanti mi hanno testualmente chiesto “com’è Eminem da vicino e come si pone artisticamente parlando”.

Ebbene, per renderla al meglio posso farvi un paragone con LeBron James: ecco Eminem tiene il palco e sta al rap come LeBron tiene il parquet e sta al basket.

E’ spaventosa la fiducia, la consapevolezza e il controllo che riesce ad avere in ciò che fa ed in come lo fa. Nonostante gli anni, i dolori e le esperienze personali quando prende il mano quel dannato microfono ed inizia a snocciolare versi come solo lui sa fare è semplicemente il più grande di tutti.

Detto questo, un paio di considerazioni sulla serata devo farle.

Eravamo in 90.000, in tantissimi fin dalle primissime ore del mattino. Molto gradita, ad opinione di tutti, la presenza di Radio 105, dei suoi ospiti (tra i quali Nitro e Jake La Furia) nonché il momento della freestyle battle.

Il pre-show, poi, ha accompagnato la lunga e spasmodica attesa sino alle 21 che non arrivavan mai.

Le due esibizioni di Royce 5′ 9” prima e degli straordinari Prophets of Rage hanno infiammato tutto il pubblico, me compreso, soprattutto la seconda.

L’entrata in scena del rapper di Detroit – preceduta da un videoclip epico con l’artista in formato Godzilla che si muove in città distruggendo un aeroplano e agguantando diverse automobili unita ai fuochi d’artificio nel crepuscolo milanese più bello dell’anno – ha suscitato in me un’emozione assolutamente indescrivibile, ripeto.

Per chiudere, un paio di ringraziamenti.

Il primo alle persone che mi hanno messo nelle condizioni di esserci. Senza di esse, non avrei avuto modo di essermi perso nello sguardo del mio idolo lì a due passi da me.

Il secondo allo straordinario gruppo di ragazzi provenienti da Cagliari con cui ho avuto il piacere di trascorrere una giornata che ricorderò per sempre. Siamo arrivati all’Experience attorno alle 14, c’erano già forse 15.000 persone molte della quali già a ridosso del palco con le prime file prese d’assalto chissà da quanto tempo prima.

Guidati da un sano mix di follia, passione, sudore e compattezza siamo riusciti a guadagnarci un posto al sole per la serata che sarebbe venuta. E’ stata dura, ma ce l’abbiamo fatta.

Milano, 7 luglio 2018. Eminem c’era ed io pure. Lì, di fronte a lui.

 

Sul sito un’anteprima di gallery del weekend; tutte le altre foto sono disponibili su Profilo Personale Carmine Lione e Pagina Facebook 

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