“Alla rotonda dei sogni” – Carmine Lione, Poesia

Alla rotonda dei sogni

Alla rotonda dei sogni

rincorro il tuo respiro eterno

e la primavera del cuore si fa viva

quando mancano tre minuti all’una

e il mare vicino 

appena sussurra parole d’amore.

 

Cerulea la tazza dei venti,

volgendo lo sguardo al vuoto che lasci

ritrovo le mie esitazioni di sempre 

che oggi mi abbracciano forte

ed io ricambio,

avendo appreso la lezione

una volta per tutte, 

avendo scoperto che conoscersì 

non è così complicato,

non quanto perdonarsi per ciò che non si è

e non si sarà mai.

 

Il vento ha smesso di fare torto,

s’insinua nelle ossa come carezza

senza violenza né torpore maligno.

Leviga gli sguardi immobili rivolti al nulla

che continuo a sprecare, giorno dopo giorno,

conscio che a dominare sia, ancora una volta, il tempo

che non arresta la sua corsa

verso le ceneri di tutto.

 

Nel petto insolitamente mite

s’intersecano pneumi di parole sprecate,

dense di sconfitte patite

dinnanzi alle quali finalmente mi arrendo.

Basta arringhe sbiadite,

consacro la mia sagoma ambrata

a silenzi lunghi più d’una vita umana

che fanno il paio con tutte le musiche 

di sempre e di ogni dove

riunite in una melodia che ha la voce del mare,

vicino discreto di questa rotonda dei sogni

che non è casa né mai lo sarà.

 

E’ notte dappertutto,

ma scopro che non sono solo. 

Un uomo respira il peso dei giorni solitari

aggrappato quasi ad un lampione di buon cuore che lo tiene in piedi.

Vivo, per miracolo sì, ma vivo,

illuminato nella figura eccetto che nel volto

che è quello di tutti gli uomini che è stato,

quello di tutti gli istanti che lo hanno fatto essere essenza,

compreso l’attimo di questa notte strana

che per lui finisce all’una

e manca ancora un minuto….

 

E in quel minuto

sussurra al mare, a me, alla rotonda dei sogni

segreti inconfessabili, parole guerriere silenti

senza sguardo né verbo, 

senza colpa né senso

ritrovate per puro caso 

al crocevia del mondo nuovo,

forse finto ma di certo nuovo,

dove il tempo è schiavo dei brividi che sfiorano la pelle 

e le lacrime d’ognuno e nessuno

son tutte raccolte nel mare eterno 

che ora sa solo ascoltare.

 

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